con gioiosa consapevolezza

Dora Ciotta

Un foglio A/4 orizzontale piegato in tre ha costituito la lettera periodica di Famiglia Aperta che Dora Ciotta ha inviato per anni ai suoi amici e associati. Su quella di maggio-agosto ’14 pervenuta giorni addietro, lei scrive fra l’altro: << dopo quasi quarant’anni di vivace attività associativa in molte parti d’Italia, impegnata a tempo pieno, in prima persona per la ricerca educativa e la riflessione interdisciplinare, arrivata felicemente a 85 anni (…) con dolorosa consapevolezza decido di sciogliere giuridicamente l’associazione (costituita in Assisi con atto notarile il 18 sett. 1976)…>>

È con gioiosa consapevolezza che avvio questo blog, con l’intento di sviluppare attraverso questo un ideale collegamento a quel modello associativo di un tempo caratterizzato essenzialmente dall’incontro più diretto e spontaneo fra chi vi prende parte. Il mezzo evidentemente costituisce la sfida. Sarà il tenore dei messaggi, la modularità comunicativa a fare la differenza. Lo spero e me lo auguro.

Non si legge il cartaceo che si accumula, si fatica a leggere i tanti messaggi che da ogni parte fluiscono in internet. Eppure si cerca, si va in cerca di cosa possa di più attirare la propria attenzione, che costituisca motivo di interesse, di poter sapere di più e meglio, di una comunicazione accattivante, di qualcosa che si sappia legare alla propria esperienza, che sappia dire di noi attraverso ciò che l’altro vede e scrive, che invogli anche noi a leggere, a fare attenzione a sporgerci ancora un po’ oltre le proprie convinzioni, paure, oltre quelle sicurezze che da un lato soddisfano ma dall’altro soffocano. Allora si va in cerca dell’altro, di ciò che l’altro può dirci, ciò che l’altro sa di sé e può dirci di noi. Allora ci sembra di volare, di ritrovarci in un mondo conosciuto, di essere capiti, compresi, accolti.

Nell’incontro personale e diretto sono gli occhi ed è a fior di pelle che si svela nell’immediatezza quanto realmente ci si possa incontrare e capire. (Ci si può anche sbagliare, ma della prima impressione qualcosa è sempre fondato.) Ed è invece proprio questo che manca col mezzo elettronico, quando si resta anzitutto nascosti, ed è invece dal senso e dai tempi della comunicazione che si sviluppa che si può risalire al carattere che l’incontro può assumere. Immediata perché rapida, questa comunicazione, ma tanto proprio tanto mediata mediata dal mezzo. Ci siamo di più, ma ci siamo anche di meno. Cosa farà la differenza? Semplicemente – ma non tanto direi – quanto attraverso il mezzo si sa svelare lo sguardo e il fior di pelle. Quanto, in fondo, mi saprò – mi e vi piacerà – mettermi a nudo.

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