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Tanto parlare di cibo oggi: cucine, piatti tipici, fast food, ricette salutiste!
Ingeriamo cibo ma ingeriamo – portiamo in noi – l’aria che respiriamo e quanto percepiamo con i nostri sensi: sono cibo le relazioni, è cibo lo studio, le arti, meditazione e preghiera, per chi le pratica.
Vi sono cibi buoni che nutrono, alimentano e fanno crescere, e cibi cattivi che danneggiano, provocando alterazioni d’equilibrio e malattie.
Gli effetti dell’alimentazione per le varie connotazioni che la caratterizzano, quindi anche sotto l’aspetto delle relazioni e degli stili di vita, sono ben spiegate in questo libro:
HARI SHARMA, RADICALI LIBERI – COME COMBATTERLI PER PREVENIRE L’INVECCHIAMENTO E LE MALATTIE, ED. TECNICHE NUOVE, Milano, 1995, da cui traggo (pag. 132)
“Attraverso l’ azione del sistema limbico, particolari stati psicologici ed emozionali assumono una forma molecolare. Quando guardiamo un film d’azione, cominciamo a sentire un certo nervosismo allo stomaco e le mani sudate.
Significa che sono stati liberati particolari messaggeri chimici. Il corpo è stato influenzato da quello che appare sullo schermo. Le emozioni suscitate dal film sono in relazione con l’attività del sistema limbico.
In questo senso, il corpo metabolizza il contenuto emotivo di ogni esperienza che realizza. La felicità che si registra nella regione limbica stimola la liberazione di una cascata di sostanze chimiche da parte dell’ipotalamo e dell’ipofisi con cambiamenti fisiologici corrispondenti in ogni parte del corpo. La tristezza crea un’altra cascata e un’ altra fisiologia. Diventiamo quello che proviamo. Persino gli umori passeggeri, modificati da pensieri passeggeri, cambiano l’ output biochimico di questo sistema. Vengono prodotti neuropeptidi e ormoni diversi che hanno effetti diversi in tutto il corpo. Il contenuto della coscienza altera la fisiologia.”