sere d’estate Sull’uscio di casa

Rara, oggi, ma alquanto diffusa un tempo, nel nostro Salento, la consuetudine delle famiglie a sedersi presso l’uscio di casa la sera, d’estate, con le porte aperte a far respirare le stanze dopo l’afa del giorno: momento di relax,  di svago, occasione di socializzazione.

L’agevolezza a spostarsi, una maggiore ricchezza (che appare), cartelloni estivi sempre più densi e in ogni dove, ma soprattutto la rarefazione dei rapporti di vicinato hanno reso ormai retaggio quell’abitudine antica di sedersi vicino casa.

Vorremmo riscoprire il senso profondo che quella consuetudine aveva: la semplicità, l’immediatezza comunicativa, la possibilità di rilassarsi, l’opportunità di creare relazioni.

Non un surrogato ma un’esperienza nuova che fondi ad un tempo in sé la possibilità di svago, di crescita personale e nei rapporti; che nel significato di mettersi sull’uscio di casa contempli la possibilità di aprire la porta di sé come disponibilità ad entrare in relazione con chi s’incontra  per sviluppare una comunicazione più soddisfacente, in un clima di fiducia reciproca nel contesto relazionale che si viene a sviluppare, per un senso di maggiore vividezza del proprio vissuto psicologico che ne può derivare.

sere d’estate Sull’uscio di casa

i lunedì di luglio 2024: 1 – 8 – 15 – 22 – 29
dalle 21 alle 22.30

Parabita – Atrio Sala Macine di Palazzo Ferrari (ingresso Municipio, Via Luigi Ferrari)

con Luciano Provenzano psicologo e poeta

Partecipazione Libera

Info (messaggi whatsapp): 368/583254

Lo spazio d’incontro

Come si realizzano questi incontri? Anzitutto, da dire che NON sono spettacolo; la presenza è già tanto anche solo ad osservare; quindi intervenire se e allorquando si ritenga.

Il posto: una scalinata sui cui gradini sedersi, con una maestosa mortella a lato e un po’ di rosmarino basso nella siepe.

Non sarà generico il dialogo, ma orientato al senso dell’essere insieme nel contesto, per le qualità espressive e di ascolto che si pongono, la consapevolezza di sé per il fluire del respiro e di emozioni che ne sgorghino.

Già presentarsi, chi lo desidera può, ma non è vincolante. Si porta di sé qualche esperienza, già ad esempio quella di essere qui ‘stasera: cosa mi incuriosisce e sollecita? Cosa mi aspetto? O un brano di libro o altra esperienza che dica di sé.

L’avvio del dialogo è fondamentale per il margine di fiducia che può caratterizzare l’incontro, e che può aprire ad una confidenzialità che permetta di condividere, con la migliore discrezione e tenerezza, ulteriori aperture discorsive di sé da parte di chi lo desideri.

Il modello, come già altre iniziative in passato, è il “focus life“: realizzare una maggiore consapevolezza sul modo di vivere oggi >>>>

Per favorire l’impulso vivificante iniziale, all’occorrenza può giungere utile anche la proposta di un tema che non è comunque vincolante.

1 luglio 2024

proposta discorsiva:

«In certi luoghi – in quei luoghi dove avverti la presenza del ‘genius loci’ – tutto è possibile e allora è bello abbandonarsi allo stupore di tutto ciò che credi nuovo e invece si ripete da milioni d’anni. E allora quei fenomeni diventano veramente nuovi, ogni volta diversi, come il sole che sorge tutte le albe dal mare, o come le stesse parole che ripetiamo con emozioni differenti, oppure come quei frutti che ad ogni stagione ritornano puntuali e noi con stupore rinnovato ogni volta esclamiamo: “guarda, i fichi sono arrivati!”» Cesare Padovani, “Paflasmós, il battito del mare Egeo” (Diabasis ed.)
Report 8 luglio 2024 
Angela in un messaggio augurale lunedì scorso mi diceva:

“… non so se augurarti che sia un incontro numeroso, ma che vi siano persone propense a creare una bella atmosfera…

Sì, una bella energia, un sentirsi reciproco e aprirsi vicendevole, fra chi già si conosce e chi giunge alla novità dell’incontro, incuriosendosi quel tanto per aprire un filo di contatto che può crescere e addentrarcisi in rivoli narrativi d’esperienza. Essenziali note di riconoscimento reciproco ad ogni apertura, soprattutto per chi nuovo, ma anche di chi già c’era per qualche aspetto in più. Quindi il carattere emergente per ognuno: chi disponibilità immediata ad aprirsi, chi predisposizione a parola dominante, chi tendenza a voler essere scoperto, chi ascoltare senza dire.

Uno fra gli interventi, teso a cogliere per sé ciò che l’altro ha detto, quando non è mai ciò che l’altro ha detto ma sempre quello che io colgo dell’altro. “Puoi provare a rivolgerle una domanda per approfondire, piuttosto che  prendere come presupposto del tuo dire ciò che tu ritieni che lei abbia detto.”

Quanto e come varia il respiro per una possibile fluidità nella relazione sciogliendo i nodi che possono frapporsi e per margini di poesia che possano sgorgare, con Sere d’Estate. A lunedì prossimo!

Proposta discorsiva:
« Stiamo perdendo la memoria. Andiamo perdendo soprattutto quella nostra umana originaria facoltà, grazie alla quale fin dalla preistoria ci bastavano pochi graffiti su una parete rocciosa perché ci fossero di stimolo per raccontare imprese che non finivano mai.
(…) Oggi la tecnologia più raffinata ha creato immense mnemotèche concentrate in un dischetto temendo di perdere Qualcosa di prezioso. Ma questo che si vuol salvare quasi sempre coincide con l’utile immediato e il più possibile in fretta, con ciò che serve per l’occasione, una sorta di conoscenza in serie della memoria, col rischio che poi tutto si squagli nel dischetto che si smagnetizza.
“Si può conoscere il presente e si è capaci di prevedere il futuro solo se si ha memoria di ciò che è stato”.
Attualmente sembra invece più funzionale essere protési unicamente nell’adesso, nell’usa e getta del pensiero, avere quel riferimento di memoria che occorre per apparire, essere imbottiti d’opinioni, anziché cercare di diventare sapienti.» Cesare Padovani

Restituzione, da Pietro :

“Abbiamo perso il contatto con il reale. È necessario tornare a rivolgere lo sguardo alle cose concrete, modeste e quotidiane. Le sole capaci di starci a cuore e stabilizzare la vita umana. Una massa di informazioni ci investe ogni giorno. Come ogni inondazione, anche questa agisce sulle nostre esistenze, spazza via confini, rimodella geografie. Ormai sono i dati e non più le cose concrete a influenzare le nostre vite. Le non-cose stanno prendendo il sopravvento sul reale, sui fatti e la biologia. E così la realtà ci appare sempre più sfuggente e confusa, piena di stimoli che non vanno oltre la superficie. ” (di Byung-Chul Han, Le non cose. Come abbiamo smesso di vivere il reale)

15 luglio 2024:

Proposta discorsiva 

«..Orti coltivati appaiono improvvisi fra i dirupi: in quella macchia mediterranea che fra le pieghe di una natura aspra ti mostra fazzoletti di terra coltivata come piccoli paradisi perduti, sta la caratteristica specifica di quest’isola (Mytilene) dove canta ancora la testa di Orfeo e dove serpeggia la sua lyra dove meno te l’aspetti.

L’indifferenza e la stupida violenza si mostra solo là dove è introdotto il tecnologico, dove esplode “l’usa e getta”, dove l’uomo non sentendosi più Natura inforca una moto puzzolente per correre in città, s’ingozza di hot dog

Il chiasso, lo stridore, i rumori assordanti investono con violenza anche chi vuole starsene tranquillo: sembra la rabbiosa risposta ai millenni di colloqui silenziosi che qui gli isolani hanno avuto con il Cielo, con il Mare, con le Capre, con il Vento …»

Cesare Padovani

quiSalento 1 – 15 luglio 2024

sere d’estate Sull’uscio di casa

placato del giorno il sole acceso

storie antiche tornate nuove a sera

silenzi con la luna che ci guarda

sull’uscio di sé potersi dire e raccontare

e psiche_delicatamente ravvivare

O quell’ovattato silenzio la sera in campagna
quando giunge un brusio da una casa non vicina ma neppure lontana,
un parlottare tranquillo,
a momenti vivace,
un insieme di voci, segnale d’incontro,
con vociare di bimbi mischiato,
ambiente d’un tempo ora sempre più raro.

Questa da ricreare, immediatezza d’incontro,
dialogo aperto a più voci,
di restare, se occorre, a contemplare il silenzio,
magia di sentirsi presente nell’essere insieme