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Schopenhauer, la cura che non cura

Mensilmente c’è il Gruppo di lettura presso Mondadori Point (Parabita) di Cédric Chaboud , coordinato da Maria Pina Primiceri: Grazie per l’opportunità!
Ogni partecipante nel corso di ogni incontro presenta brevemente un libro a scelta che abbia trovato in qualche modo interessante. Venerdì scorso (17 maggio 2024) ho portato “La cura Schopenhauer” di Irvin Yalom, Neri Pozza ed., pagine 465.
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Mia del libro breve sintesi:
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Julius è uno psicoterapeuta; riceve la notizia che gli resta un anno di vita a causa di un melanoma. Sceglie di proseguire l’attività ma desidera fare anche un riesame di alcuni casi che aveva avuto in trattamento negli anni. Uno è Philp, in psicoterapia fino a quindici anni prima ma senza un risultato utile per il suo problema che egli stesso ricorda: «“Ero fuori controllo. Tutto quello che volevo era sesso. Ero ossessionato. Ero insaziabile. Rabbrividisco a pensare com’ero, alla vita che conducevo. Cercavo di sedurre il maggior numero possibile di donne. Dopo il coito avevo un breve sollievo della mia coazione, ma nel giro di poco tempo il desiderio aveva di nuovo il sopravvento.”»
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Philip dice che a permettergli di superare il suo problema è stata quella che lui chiama, appunto, “La cura Schopenhauer” e utilizzando questa egli è anche diventato un Consulente filosofico.
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Per una verifica dei reciproci percorsi, Philip accetta l’invito di Julius a partecipare a delle sedute di psicoterapia di gruppo, fra i cui partecipanti ci sono anche vecchie conoscenze di Philip, ora tutti molto curiosi di conoscere il segreto di questa “Cura” che ha permesso a Philip di superare il suo problema.
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«“Schopenhauer mi ha reso consapevole del fatto che siamo condannati a girare all’infinito sulla ruota della volontà: desideriamo qualcosa, la otteniamo, godiamo di un breve attimo di sazietà, che rapidamente si spegne nella noia che è seguita dal successivo “io voglio”. Non c’è via d’uscita se si pensa di poter placare il desiderio: uno deve saltare completamente fuori dalla ruota. È quello che Schopenhauer ha fatto, ed è quello che ho fatto io.”»
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Nel gruppo emergono varie dinamiche relazionali, fra cui spiccano quelle relative ad una precedente relazione amorosa fra Pam e Tony, a cui lei, senza avvisare prima lui, aveva inteso mettere fine annunciandolo nel corso di un incontro del gruppo. Julius aveva osservato: «“(…) Liberarsi della rabbia è il migliore dei progressi. Concordo col fatto che tu sia troppo legata ai tuoi odi. Vorrei che si potessero scattare delle istantanee di questi processi liberatori per uso futuro per vedere esattamente come hai fatto.”»
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Attualmente alcune elementi lasciano trasparire la possibilità di una ripresa amichevole del rapporto fra Pam e Tony. Ma circa la ritrosia di Pam, Bonnie, altra partecipante al gruppo, osserva: «“ Mi chiedo, Pam, se non mantieni le distanze da Tony perché hai timore che un approccio amichevole possa essere interpretato come un invito sessuale.”»
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Questo sviluppo discorsivo su aspetti pregnanti dell’esperienza dei partecipanti al gruppo aveva emotivamente coinvolto anche Philip che giunge a svelare di sé: «“I miei pensieri persero la loro coerenza, le immagini inondarono la mia mente alla rinfusa: ricordi che avevo da tempo dimenticato. Rammentai qualcosa dei miei due incontri sessuali con Pam. Vidi il suo volto, non il volto di adesso, ma il volto di quindici anni fa, in modo straordinariamente vivido. Era radioso; volevo tenerlo fra le mani e…”
Philip era pronto a non trattenere nulla, non la sua viva gelosia, non la mentalità da cavernicolo di possedere Pam, nemmeno l’immagine di Tony con gli avambracci da Braccio di Ferro, ma fu sopraffatto da un massiccio attacco di sudorazione, che lo infradiciò completamente. Si alzò e uscì dalla stanza dicendo: “Sono fradicio, devo andare.”»
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Mia osservazione conclusiva:
Le indicazioni della “Cura Schopenhauer” svaniscono di fronte alla trasformazione che il dinamismo relazionale di un buon lavoro psicologico rende possibile “nell’esperienza immediata”.
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Luciano Provenzano
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Un altro mio articolo dedicato a un libro di Irvin Yalom >>>

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