“Sul filo di un disegno provvidenziale” – Mons. Vincenzo Calcagnile raccontato da chi l’ha incontrato
di Luciano Provenzano
Un libro dedicato a don Vincenzo Calcagnile, alla sua storia di prete e soprattutto di rettore del seminario vescovile di Nardò, un libro molto ben curato da Mario Mennonna, per Congedo Editore, Galatina (Le), 2025, con presentazione di Mons. Fernando Filograna, Vescovo. L’autore cura l’introduzione a cui segue un “preambolo” sulla “Diocesi di Nardò nel primo trentennio del novecento” e cinque capitoli che tratteggiano la figura e l’opera di don Vincenzo:1. Il cammino esistenziale, 2. Da seminarista a rettore del seminario, 3. Vicario generale e Amministratore diocesano, 4. Da delegato del vescovo a direttore del Comitato diocesano delle confraternite, 5. Percorso di spiritualità. Un sesto capitolo è dedicato alle “testimonianze” suddivise fra quelle dei sacerdoti (19) e quelle dei laici (6), che, a vario titolo, hanno avuto modo di incontrare don Vincenzo. Seguono infine due appendici: “scritti di don Vincenzo” e “documentazione iconografica”.
Una delle testimonianze riportata nel libro è del sottoscritto, intitolata: “Un sorriso da ieri ad oggi”, con riferimento a quel tratto espressivo di don Vincenzo che maggiormente ravvedo in continuità fra quando lo ebbi come rettore nei miei cinque anni (1964-’69) di seminario a Nardò, e dopo, dalla seconda metà degli anni ’90 allorquando ebbi modo di collaborare nell’ambito della Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali, e fino anche alla festa per i suoi cento anni un mese prima della sua dipartita in cielo. Queste le testimonianze presenti nel libro in cui si fa cenno al sorriso di don Vincenzo: ne parla l’autore, Mario Mennonna: “Vi giungeva con la sua auto e portava ai confratelli e agli amici laici il suo immancabile sorriso…” (p.22); “In particolare con i seminaristi, accanto alla più ampia disponibilità, che si esprimeva anche con il sorriso… (p.27); “con il sorriso e il dialogo ad incoraggiare… (Sac. Giuseppe Casciaro, p. 57); “dal suo sorriso accogliente… (Mons. Piero De Santis, p. 70); “sempre sorridente….” (Mons. Decio Merico, p. 79); “illuminava di sorriso il suo volto… (Sac. Pinuccio Pica, p. 81); “con il suo sorriso semplice e sincero…” (Mons. Gino Ruperto, p. 87); “sempre con un sorriso che gli rendeva il volto luminoso…” (Mons. Tommaso Sabato, p. 90); “sempre sereno e sorridente…” (Mons. Giuseppe Sacino, p. 96); “con il volto atteggiato a sorriso… (Luigi Pinelli, p. 108).
Qui a seguire alcuni flash descrittivi liberamente tratti dalle “testimonianze” riportate nel libro riferite alle circostanze di vita, e scelti al fine di cogliere la complessità e il senso profondo che hanno caratterizzato il carattere, la personalità e l’opera di don Vincenzo:
“Ha frequentato insieme a me gli esercizi spirituali ad Assisi con il Rinnovamento dello Spirito. Ho ritrovato quel sacerdote profondamente conoscitore della vita e affidato al progetto di Dio, in piena serenità esistenziale…” (Sac. Antonio Bottazzo, p. 53)
“Don Vincenzo ha vissuto da protagonista un passaggio epocale della storia della chiesa passando, nell’arco della sua vita centenaria, dall’esperienza giovanile preconciliare a quella della piena maturità, vivendo in pienezza il graduale e complesso avvio di attuazione del Concilio Vaticano II, dalla fine del XX secolo fino ai primordi del terzo millennio…” (Sac. Santino Bove Balestra, p. 55)
“Con la sola presenza riusciva a mantenere l’ordine e il rispetto delle regole, e quando era necessario, sapeva imporle con severità anche attraverso punizioni (…) Alternava, secondo l’opportunità, il semplice richiamo all’ordine e al rispetto delle regole, alla punizione inflessibile riguardante soprattutto l’esclusione dal gioco o il mangiare obbligatoriamente il cibo che non piaceva…” (Sac. Giuseppe Casciaro p.56-57)
“Emblema di fermezza, egli, il rettore per antonomasia, colui che ‘ha messo in riga’ generazioni di seminaristi…” (Sac. Salvatore Casole, p. 60)
“La sua personalità nobile e austera era da tutti noi anche un po’ temuta…” (Mons. Giorgio Chezza, p. 62)
“Noi tutti seminaristi nutrivamo, nei confronti di don Vincenzo, un timore reverenziale. Quando qualcuno di noi veniva convocato in rettorato ci domandavamo cosa fosse accaduto di così grave e se la persona convocata avesse ricevuto dei rimproveri…” (Sac Salvatore Cipressa, p. 64)
“Don Vincenzo, un padre veramente attento.” (Sac. Giorgio Crusafio, p. 66)
“Viveva il suo sacerdozio in maniera esemplare e mi colpiva la sua intensa e completa vita di preghiera…” (Sac. Albino De Marco, p. 67)
“Ricordo ancora l’ultimo incontro che ho avuto con lui , nella sua casa prima che venisse ricoverato. Era in trepidante attesa di Gesù eucarestia per poterlo ricevere nella santa Comunione. Contava i secondi, non vedeva l’ora di vivere il momento più importante della giornata…” (Mons. Piero De Santis, p. 71)
“Questa fede incrollabile ha animato la tua vita e il tuo ministero, caro don Vincenzo, rendendoti “uomo di Dio” e ti ha sostenuto giorno dopo giorno con speranza certa in «tutte le fatiche dell’amore…» (Mons. Ettore Franco, p. 75)
“Il suo impeccabile abito talare lo rendeva una persona severa e distante dal nostro mondo di ragazzi spensierati…” (Sac. Agostino Lezzi, p. 77)
“Don Vincenzo Calcagnile è stato, nella nostra Chiesa Diocesana, un faro indicatore della strada maestra del Vangelo…” (Mons. Decio Merico, p. 79)
“La figura di don Vincenzo Calcagnile sta, quotidianamente, dinnanzi al mio animo, memore e grato….” (Sac. Pinuccio Pica, p. 80
“Era molto esigente con i seminaristi, nascondendo abilmente il cuore di bambino e di padre che portava dentro…” (Mons. Antonio Raho, p. 84)
“Certo alcuni limiti (…) come la sua severità nel rispetto delle regole…” (Sac. Giuseppe Raho, p. 85)
“Uomo buono e mite ma, quando necessario, sapeva usare un polso fermo perché in tutte le cose era di una precisione unica e questo lo pretendeva anche dagli altri…” (Mons. Gino Ruperto, p. 87)
“Non mi fermo a raccontare dell’onnipresenza e della bilocazione di cui era dotato don Vincenzo che compariva nel momento giusto in cui stavi per fare una cosa sbagliata; né del suo orecchio ‘bionico’, capace di sentire un lavandino che gocciolava nella parte più recondita della struttura; o della sua sensibilità cervicale, che in pieno campo sportivo gli permetteva di avvertire la corrente per una porta lasciata aperta… (Mons. Tommaso Sabato, p. 90)
“Il rettore ripassò ancora, rivide il piatto con due sardine e impose che le mangiassi il giorno dopo, finché non le avessi mangiate tutte…” (Mons. Giuseppe Sacino, p. 93)
“Per me egli era “il rettore”, verso il quale nutrivo, come credo tutti, un senso di timore riverenziale che mi metteva più apprensione di quanto non me ne incutesse mio padre…” (Mons. Giuliano Santantonio, p. 98)
“Forse però non a tutti, me compreso, quella sua severità e rigidità nel rispetto delle regole furono d’aiuto, anzi, al contrario, contribuirono al graduale allontanamento dall’originaria scelta vocazionale, tanto da farci abbandonare il seminario….” (Enrico Carmine Ciarfera, p. 103)
“Persone che per tutta la vita non avevano mai messo piede in una chiesa, si lasciavano guidare da lui nel cammino di conversione, si riconciliavano con Dio e si accostavano ai sacramenti…” (Gino Marcelli, p. 105)
“La sua spiritualità era fortemente rivolta allo Spirito Santo: era il suo «amico particolare…»” (Luigi Nocita, p. 107)
“«Per poter educare bisogna amare». Don Vincenzo amava.” (Luigi Pinelli, p.110)
“Il metodo educativo di mons. Calcagnile era centrato sulla fiducia, o almeno così è stato per me, e sullo stimolo di tanti interessi. Fin dal primo momento l’ho visto come un padre, pur avendone un certo timore…” (Lucio Saggese, p. 113)
“Grazie, don Vincenzo, perché a tutti hai donato qualcosa: a me personalmente hai insegnato che è più importante ciò che Cristo fa in noi di ciò che noi facciamo per lui; che agire in comunione con il presbiterio è più importante che fare tutto da soli; e che è più importante la testimonianza di una fraternità concretamente vissuta che non l’organizzazione pastorale. Grazie.” (Mons. Fernando Filograna, Vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, p. 9).
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*foto: Mons. Vincenzo Calcagnile commemora il Vescovo Mons. Aldo Garzia, Parabita, Chiesa Madre, 19 dicembre 2019; (credits: LProv.)
* Mons. Vincenzo Calcagnile, Copertino (Lecce) 16.02.1924 – 22.03.2004, Nota biografica >>>
* “Piccoli seminaristi crescono”, Negroamaro Edizioni, 2013, è il libro scritto da Alfredo Romano che tratteggia la vita in seminario a Nardò fra gli anni 1960 e 1965, con don Vincenzo Calcagnile rettore; di tale libro sono presenti alcuni capitoli nel web di cui qui qui i link >>>>>>
* Ulteriormente: di tale medesimo libro (in uscita, all’epoca) vi era stata a Nardò una presentazione -14 ott. 2012 – promossa da Presidi del Libro e da Caffè Letterario, nel corso della quale don Vincenzo aveva svolto un significativo intervento di cui qui l’audio >>>>>>
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