Il Vuoto Pieno

di Marco Vignali

La fisica quantistica ci mostra come lo spazio non sia vuoto. Tutta la materia è costituita da energia e si condensa nell’ uomo a livello della coscienza individuale. Attraverso la meditazione possiamo amplificare il “campo” energetico sperimentando più elevati livelli di consapevolezza.

Una delle caratteristiche più interessanti della moderna meccanica quantistica è che secondo questa teoria il vuoto non sia realmente tale. I fisici quantistici hanno scoperto che gli atomi materiali sono formati di vortici di energia in costante vibrazione e rotazione. La materia può pertanto essere definita contemporaneamente un qualcosa di solido (particella) e un campo di forza immateriale (onda). Quando si studiano le proprietà fisiche degli atomi, come la massa ed il peso, gli atomi sembrano materiali e si comportano come se lo fossero; ma quando gli stessi atomi vengono descritti in termini di potenziale elettrico e di lunghezza d’onda, rivelano le caratteristiche e le proprietà dell’energia (onde). Il fatto che l’energia e la materia siano la stessa identica cosa, è esattamente quello che Einstein intendeva con la formula E=mc al quadrato. In parole chiare questa equazione dice che l’energia (E) è uguale alla materia (m=massa) moltiplicata per il quadrato della velocità della luce (c). Einstein aveva capito che non viviamo in un Universo fatto di oggetti materiali distinti e separati da uno spazio vuoto. L’Universo è un tutto indivisibile e dinamico in cui l’energia e la materia sono così strettamente interconnessi che è impossibile considerarle entità separate, l’Universo è un insieme integrato di campi energetici interdipendenti in un reticolo di interazione. Al livello della fisica sub-atomica esistono solo campi di energia, che vibrano o si propagano per onde (come la luce): l’aspetto “solido” della materia è solo un risultato grossolano dovuto al gioco delle forze sub-atomiche, le quali derivano da un unico campo fondamentale che Einstein definì “campo unificato”. L’universo, che sembrava intrinsecamente materiale, ha rivelato che la sua essenza fondamentale è pura energia immateriale.

Il flusso di informazioni in un Universo quantistico è di tipo olistico, ovvero vi è una connessione energetica, globale, costante e fluida. Infatti le cellule del nostro corpo sono intrecciate in una complessa trama di canali comunicativi. In un interessante studio di quarant’anni fa dell’Università di Oxford il Prof. Mc Clare calcolò e mise a raffronto l’efficienza del trasferimento delle informazioni tra segnali energetici e segnali chimici nei sistemi biologici. Sappiamo che gli organismi viventi devono ricevere e decodificare i segnali ambientali per sopravvivere. Infatti la sopravvivenza è direttamente collegata alla velocità e all’efficienza nel trasferimento dei segnali. Lo studio stabilì che la velocità dei segnali elettromagnetici è di 300.000 km al secondo, mentre la velocità della trasmissione chimica è inferiore a un centimetro al secondo. Nelle molecole fisiche, le informazioni che possono essere trasportate sono direttamente collegate all’energia disponibile nella molecola stessa, rimane una piccola quantità di energia, poiché la gran parte viene consumata nell’accoppiamento termo chimico usato per il trasferimento dell’informazione. Ciò ci dice che i segnali energetici sono 100 volte più efficienti dei segnali fisico-chimici.

L’energia si condensa nell’essere umano attraverso la coscienza, ovvero attraverso la capacità di sperimentare se stessi e il mondo circostante in strati unificati di conoscenza e consapevolezza. Soggettivamente, questi stati emergono quando la mente sperimenta sistematicamente stadi più astratti e fondamentali nello sviluppo del pensiero. Pertanto, allorquando la mente diviene meno localizzata dai limiti specifici di un pensiero, la consapevolezza diventa corrispondentemente più espansa. Quando l’impulso più debole di un pensiero o di una sensazione viene “trasceso” in questo modo, la coscienza è lasciata da sola a sperimentare se stessa. Questo è esattamente ciò che avviene durante l’attività meditativa!
L’importanza che tutte le culture del mondo attribuiscono al potere curativo della preghiera e dell’intenzione porta inequivocabilmente l’attenzione sulla componente non fisica e intangibile del processo di guarigione. L’odierna fisica quantistica ci propone un modello in cui la nostra coscienza attraverso due sue proprietà, l’attenzione e l’intenzione, è in grado di influire sulle particelle subatomiche cambiandone il contenuto informativo. Questo è il potere che tutti possiamo esercitare nell’interagire con la nostra fisiologia e patologia. Non è un caso che molte tecniche di meditazione o di visualizzazione se ne servono con successo.

L’evidenza sperimentale più concreta per una descrizione più profonda della coscienza, basata sulla teoria dei campi, è l’Effetto di Super-radianza, o Effetto Maharishi, prodotto dalla pratica collettiva della Meditazione Trascendentale. Questi sono dimostrazioni consistenti di effetti di campo estesi della coscienza che hanno retto alla prova di molte ripetizioni consecutive su una varietà di scale.
Il comportamento fisico osservato di questi effetti sociologici sono fortemente indicativi di un effetto di campo. Fin dal 1972 (Le Scienze #45, 1972) un semplice sistema di Meditazione Trascendentale introdotto da Maharishi Mahesh Yogi, ha dimostrato di produrre notevoli effetti benefici sulla psicologia e sulla fisiologia dei praticanti, come documentato ormai da centinaia di ricerche scientifiche. Maharishi sostiene che con questa tecnica la mente può percepire i livelli più sottili della realtà fisica (fino al “campo unificato”) e può raggiungere uno stato “quantistico” che produce “coerenza” nelle onde cerebrali.

Un effetto straordinario, più volte verificato da vari Istituti di ricerca, è il cosiddetto Effetto Maharishi: in certe condizioni la coerenza generata da soggetti in meditazione si propaga nello spazio (il che è perfettamente accettabile nella nuova concezione), influenzando positivamente la popolazione circostante. Esso non provoca forzature della volontà ma solo un piccolo incremento dell’ordine mentale – che permette un funzionamento cerebrale più naturale e libero da stress – ed è rilevabile statisticamente mediante lo studio degli effetti sugli indici sociologici (minori incidenti e malattie, minore criminalità, miglioramenti economici, ecc.).
Riassumendo, possiamo, attraverso l’espansione della nostra coscienza, modificare la forza del campo energetico. E modificare il campo energetico significa che ognuno di noi ha il potere di cambiare il mondo.

Marco Vignali, 1986,  Pavullo, Modena, psicologo clinico e psicoterapeuta Biosistemico, iscritto all’ordine degli psicologi dell’Emilia Romagna >>>

  • Immagine di Yuri Schwedoff

Simil_intervista per Domenica_Psiche&Poesia

Si è soliti anticipare gli eventi importanti con una conferenza stampa di presentazione.
Qui una simil_intervista, con domande e risposte dello stesso autore, in qualità di conduttore di Domenica_Psiche&Poesia, iniziativa che per le prossime quattro domeniche di novembre si svolgerà a Parabita.

D. Domenica_Psiche&Poesia è un’altra iniziativa a stretto giro dopo Rigenerazione emozionale in Psicoterapia di Gruppo.

R. Sono format diversi: Rigenerazione emozionale prevede la formazione di un gruppo strutturato che s’incontri con una cadenza regolare; mentre per Domenica_Psiche&Poesia il gruppo è aperto, si può partecipare ad uno o più incontri senza vincoli.  Diversi anche gli obiettivi: questo secondo costituisce una opportunità divulgativa del dire e fare psicologico, mentre il primo si connota come vera e propria psicoterapia di gruppo, quindi con un effettivo lavoro su se stessi, per i partecipanti.

D. Qualcosa accomuna le due iniziative?

R. Domenica_Psiche&Poesia può rappresentare un assaggio su tematiche e metodo psicologico; con Rigenerazione emozionale si entra in pista  a sviluppare consapevolezza del qui ed ora per quanto si voglia e sia possibile cambiare di se stessi.

D. Domenica_Psiche&Poesia può costituire un trampolino per passare a Rigenerazione emozionale?

R. Domenica_Psiche&Poesia può far maturare una sensibilità verso la propria dimensione psicologica e far  desiderare una propria crescita interiore che Rigenerazione emozionale può rendere possibile.

D. Nella brochure c’è un riferimento ai lavori di rifacimento della strada dove ha sede l’associazione Gestalt House APS a Parabita, che promuove l’iniziativa (sostituzione dell’asfalto con pietra di Apricena).

R. Si, sarà pure del tutto occasionale, però mi è sembrato importante coglierlo: c’è sempre tanta attenzione e dedizione a curare gli aspetti materiali della nostra vita, ed è bene che ciò avvenga, ma la stessa attenzione, cura e premura andrebbe rivolta anche agli aspetti un po’ meno visibili ma altrettanto importanti, quale la dimensione psichica dell’essere umano. Buona parte  dei problemi che ci troviamo fra le mani, a livello personale, chi più chi meno, ed anche a livello familiare e sociale sono spesso la conseguenza di problemi psicologici irrisolti.  

D. Questo plurale circa “i problemi che ci troviamo fra le mani” apre il varco ad ammettere che anche lo psicologo ne abbia.

R. Le contraddizioni sono connaturate all’esistenza. Importante è avere testa cuore mani per farvi fronte e non lasciarsi sopraffare da esse.

D.  Settant’anni, buona età per promuovere ancora iniziative di lavoro?

R. Serve l’entusiasmo dei giovani e il loro bagaglio di conoscenze aggiornate, ma anche l’esperienza può aver tanto da dire e da poter fare.

D. Qualche remora o dubbio di fronte a questa nuova partenza?

R. Si: quante sedie devo mettere? ovvero, quante persone parteciperanno? poche o qualcuna in più? È il dubbio di sempre, da quando ho iniziato a fare questo lavoro, anche in consultorio familiare, con incontri pubblici su tematiche attinenti. E talvolta s’invitavano specialisti di una certa importanza, ma poteva capitare di ritrovarsi con pochi che partecipavano. È il rischio, ma vale sempre giocarselo, piuttosto che rinunciare a promuovere iniziative di crescita umana e sociale.

D. La metti un po’ come provocazione: fra andare a funghi o andare al mare o stare a guardare la tv o andare allo stadio….  

R. Tutte cose bellissime per chi le sceglie, senz’altro, ma con Domenica_Psiche&Poesia anche una opportunità in più, per una domenica diversa dal solito: poter incontrare altra gente per dialogare di se stessi, delle esperienze di vita che si stanno attraversando.  

D. La poesia, come ci entra in questo discorso di carattere essenzialmente psicologico?

R. Il mio amico Vittorino Curci, attento studioso di poeti, riporta che Paul Celan, uno dei grandi del ‘900, diceva che per lui non c’era differenza tra una stretta di mano e una poesia. Tessiamo relazioni, scaturirà poesia.

D. Circa il metodo per la conduzione del gruppo?

R. Duplice compito, il mio: fornire un orientamento al dialogo da avviare, quindi facilitare la comunicazione.

D. Scarno ma essenziale. Buona nuova per domenica!

R. Buona nuova!

* * *

PER UNA CRITICA DEI SOCIAL-MEDIA

Notizie!

Cose note da sapere,
e se ancora non la sanno,
presto la sapranno;
ed essendo nota a tutti
anche a te dev’esser nota
e se di essa nota prendi
ancor più nota essa diventa
e più notizia essa farà.

*

“Organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili a tutti.”
(Google, 1seguito da 100 zeri)

*

Essere fuori a_prendere notizie

Una ne prendi e cento te ne piovono, annaspi fra mille e diecimila ti attendono. Ancora una , per pietà!, ma furiosamente centomila alle porte e finestre pronte ad entrare.

“O r g a n i z z a t e” dicevano, “a livello mondiale”, “accessibili a tutti”, a tutte le ore, tutte insieme, uno seguito da cento zeri di notizie, che è come NON sapere niente!

Praticamente smarriti in un mare magno di informazioni e notizie; che poi ci sono quelle “sponsorizzate” e i “Contenuti suggeriti per te”, dei loro compari. Che bravo lei che mi pensa “Contenuto suggerito per me”, ma quanto mi pensa lei, ma com’è buono lei che mi pensa, che mi suggerisce, proprio per me, fra tanti, proprio a me pensa, che caro, che buono, mi pensa, qualcuno mi pensa!

Però anche qualcuno mi pesa: quanto mi fermo su una, quanto sull’altra, quale apro, quale sorvolo, quale commento, a quale un like e di che tipo… mi pesate voi! Ma quanto pesate! siete proprio pesanti! Un quintale, una tonnellata di notizie sulla mia testa, nella mia testa, e mi pesate! Pesanti, pesanti!

Essere dentro e sviluppare consapevolezza

Io,io pensante, respiro, non soffoco sotto il vostro uno seguito da cento zeri di notizie. Mi riprendo, ho un ruolo da svolgere, diciamo, da giocare, da creare, io mi riprendo: fra tanto essere fuori fuori fuori, preferisco un momento, un’ora, due, tre ore almeno ogni tanto essere dentro, trovarmi dentro, ritrovarmi, trovare persone con cui dialogare, fare gruppo insieme, in un nido relazionale in cui far germinare confidenzialità, accoglienza reciproca, ascolto… sia poesia!

(Luciano Provenzano)

Domenica_Psiche&Poesia
trovare e ritrovarsi, se stessi  ed altra gente >>>>

I Dialetti di Terra d’Otranto – Nuovi Contributi

Il numero 34 de “L’Idomeneo” rivista dell’Università del Salento, è curato dal Prof. Antonio Romano, col titolo: Nuovi contributi per una conoscenza linguistica della Terra D’Otranto”, per ridare valore e rendere attuale la nostra lingua madre, i nostri dialetti, frutto di secoli e millenni di storia e di esperienza linguistica, e la cui complessità nel loro articolarsi è in corrispondenza alla ricchezza espressiva utile e necessaria a rendere manifesti le esperienze di vita e i moti dell’animo che se non espressi in quei termini resterebbero monchi o del tutto silenti nel cuore della gente.

CareCari AmicheAmici di InfoPoint Culturale Salento

[1] 22 agosto 2023

CareCari AmicheAmici di InfoPoint Cultura,

Pur essendo questa una chat solo informativa, mi sia permesso valorizzare più direttamente il virtuale rapporto fra noi per presentarvi l’iniziativa:

RiGeNeRaZioNe EmOziOnale in
PsicoTerapia di GruPPo
Riparare:
Cuori da Sentimenti Feriti,

 Sguardi su Se Stessi e il Mondo,
Rapporti e Relazioni

Può sembrare un azzardo proporre un lavoro di “terapia” fra iniziative le più varie, di incontri culturali e spettacoli. Ma questo è stato per molti versi il lieto motivo che mi ha accompagnato lungo gli oltre 40anni di attività professionale, come psicologo nei consultori della ASL Lecce: connotare con fare di cultura poetica l’attività professionale, pur nei ristretti margini che l’Istituzione permette.

Da quasi 7 anni sono in pensione; dedico parte del mio tempo a coltivare la terra con piccolo orto e frutteto; attraverso Gestalt House APS  ho continuato al contempo a valorizzare la mia competenza ed esperienza professionale, e penso che tali qualità potrebbero essere ancora utili per una crescita sul piano personale per chi volesse coinvolgersi.

Rigenerazione emozionale è opportunità di valorizzare le proprie risorse interiori per una crescita ulteriore di sé, migliorare i rapporti e affrontare più adeguatamente i profondi cambiamenti nel nostro Mondo, oggi.

Il timone del mio fare professionale è evidentemente la parola, che va colta in sé con due connotazioni: in ragione del significato che esprime e dell’emozione che veicola; e riconoscerle è aprire alla consapevolezza di quanto essa incide nel proprio respiro e quindi sul proprio stato e nello sviluppo delle relazioni in atto.

Questi percorsi è possibile svolgerli oltre che individualmente anche in un contesto di gruppo col vantaggio che:
– il confronto e lo scambio di esperienze nel gruppo rendono più nitide identità e differenze con opportunità di
maggiore consapevolezza di sé e più adeguate strategie relazionali;
– nel gruppo
la crescita di ognuno è opportunità di crescita per tutti

Da considerare che il percorso di apertura personale nel gruppo è sempre graduale, non vincolante, e realizzato nel rispetto dei tempi di ognuno, e quindi mai obbligatorio e men che meno coercitivo.

Per le grandi potenzialità che questi percorsi di lavoro psicologico di gruppo hanno insiti ritengo che sia importante aprire alla possibilità di realizzarli.

Gli incontri li svolgeremmo a Parabita; luogo e date verranno comunicate a chi manifesterà interesse a partecipare.

Si offre la possibilità di svolgere degli incontri esplorativi gratuiti per saggiarne il metodo e l’efficacia.

Considerando che buona parte di Voi costituite un riferimento di Gruppi o Realtà associative o anche gruppi spontanei, Vi chiedo gentilmente di farvi estensori di questa proposta, e Vi ringrazio.

Se formeremo un gruppo con un numero minimo ma essenziale di partecipanti l’esperienza potrà avviarsi.

Un cordiale saluto.
Luciano Provenzano

* * *

[2]  3 sett. 2023 

CareCari AmicheAmici di InfoPoint Cultura,

per

RiGeNeRaZioNe EmOziOnale

in PsicoTerapia di GruPPo

ho svolto informazione distribuendo un flyer nelle serate della Notte Verde a Castiglione (grazie agli organizzatori per l’iniziativa sempre molto intensa e bella nella sua originalità).

Nella mia precedente in questa chat dicevo dell’azzardo a proporre un lavoro di “terapia” fra incontri culturali,  spettacoli e intrattenimento. Altrettanto dovrei dire per Castiglione. Di fatto azzardo non lo è giacché è grande cosa dire di cibi, coltivazioni, semine, cura della terra, raccolti e cucina. Prendersi cura della psiche e nutrirla adeguatamente anche mediante buone pratiche di percorsi terapeutici è anche questa alimentazione. Il cibo alimentare è una necessità più immediata e necessaria, ma anche un sano nutrimento psichico nel nostro mondo diventa sempre più necessario ed indispensabile. Pertanto vi invito caldamente a considerare la proposta di cui  la presente.
Grazie e saluti cordialissimi.
Luciano Provenzano

***

[3] 18/9/2023 Care/Cari
La Scatola di Latta invita ad una serata presso Gestalt House APS a Parabita per il 29 settembre prossimo ore 8.46 sul tema concordato: “Come Sto? A Svelarmi Volo Verso Te Ad Incontrarti.”
Poteva essere “Come stai?”, ma così mi tireresti in ballo tu(l’altro); scegliendo “Come sto?” posso entrare in ballo responsabilmente, se desidero e ritengo.
Qui l’annuncio su FB >>> 
Grandemente onorati di ospitarvi, chi giungerà.
Sul tema, da dire anche dello “svelarsi”, che è togliersi qualche velo, non agevolmente ad un primo incontro, ma è opportunità poter… partire, vedere strada, incamminarsi. Erotismo è svelarsi nell’intimità, e lo è anche esercitarsi in un cerchio fiduciale.
Sarà sera di luna piena, e, data l’ora, potrebbe anche di pitte salentine e crostate, se si vuole; strade per svelarsi sempre tante e possibili.
Traccia riflessiva nella visione di Gestalt House APS, qui un dono per chi vuol gradire >>>>>
Chi vorrà giungere, invii gentilmente un annuncio mediante whatsapp a Gianluca   o a Luciano .

Saluti cordiali
Luciano Provenzano

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[4]  30/09/2023 Care/cari

29/9/’23, Parabita, Gestalt House, in 19  per “Come Sto? A Svelarmi Volo Verso Te Ad Incontrarti”: incontro intenso, dedicato in prevalenza a presentarci, con affiorati svelamenti sull’essere e lo stare nel qui e ora dell’incontro. Grazie Gianluca Palma per ideata iniziativa e  tuo commento: “una serata piacevole e nutriente”; grazie a chi partecipa.
Immersi fra alberi, un po’ d’umido d’autunno ma non tanto; luna piena fra le fronde; in cerchio a scorgerci in corrispondenza; qualcuno sì già si conosce; i più per gli altri volti nuovi. Il nome, e di ciascuna e ciascuno essenziale percorso per quel che  si è, si è stati, si fa e si è fatto, e si vorrà.
Si coglie piacere d’essere nel mondo sempre in natura variegata misteriosa e bella; e con quanto però anche sempre più oggi la insidia e la sconvolge. Il salto è breve e quasi del tutto inavvertito: dal dire di sé ai problemi di stato e di governo, dallo sguardo di meraviglia fra verdi e blu di mari, prati e cieli, e meraviglia fragorosa e tetra per il frangersi di quello stesso sguardo su cumuli di NoNoNo piene mani di rifiuti ed immondizia fra stradine di campagna e quasi in ogni dove ormai. Dire di sé o dire del mondo? Appelli e vertenze per amministrazioni e governo più sensibili e capaci, o tornare a sé per quel che si sviluppa come sentire interiore e può essere trasformato in espressione? Contesa latente all’orizzonte: quale senso stare a dire di sé se intanto questo mondo va in rovina e, concordando, si dovrebbe fare qualcosa tutti insieme? Stabile il timone sulla rotta dell’incontro: motivi per tristezza e avvilirsi sempre tanti ad ogni passo, da nascita e crescita ad oggi per ognuno, o quasi. Quel che possiamo qui è sentirci insieme in reciproco ascolto: posso comprenderti intensamente nella tua ansia fino a giungere a sentirla mia, ed  questo poterla condividere ci può rendere capaci di guardarla meglio in viso ed affrontare in maniera più adeguata; non sei sola o solo ad fronte il problema; ti sono vicino, siamo insieme.  
Buona intensità per quanto un solo incontro può rendere possibile, con valenza d’erotismo, energia vitale che porta a cogliersi  in umanità, opportunità di abbassare maschere, assottigliare corazze e togliersi veli  nel sentirsi e sentire che può giungere a pienezza. E con eros anche la convivialità per cibi e bevande condivisi lietamente a seguire. Buono Incontro! Ad un a prossima!

Luciano Provenzano, appunti per “Cadenze per la fine del tempo” di Vittorino Curci

con Vittorino Curci a Serrano – Carpignano Salentino (Lecce), luglio 2023

Gioca con inquietudini il titolo: “Cadenze per la fine del tempo”: Armagheddon della storia o personale risvolto esistenziale?

Poesia fantastica che da ogni angolo d’immagine trae un riflesso discorsivo capace di far catapultare in uno spicchio di realtà riconoscibile. Poesia non facile, invisibile talvolta a prima vista, perché nascosta, ma affatto ermetica, poesia concreata impastata fra ore e giorni d’esperienza e di vissuto, impastata di realtà, che smuove per essere cercata, giacché c’è,  l’onda impetuosa , ma occorre venire a prendere.

Trasferito senso visivo di ciò che l’animo coglie immediato

Poesia troppo presa a nascondersi ma di fatto intenta a scavare più a fondo a cercare una parola ancora per non morire.

Poesia devastata dalle circostanze del vivere, disperata, senza aria per sopravvivere a se stessa: muore per dire che si muore.

La spola fra un mondo e un altro, per uno nuovo che s’apre.

Determinata chiusa ma che si aprire se bussi

È una poesia che non fa ridere, ché ogni tanto vorrebbe far ridere ma la tristezza è tale che non viene di farlo.

Da dove tante immagini, emozioni, parole per dire di esistere, o non?

Da rileggere per cogliere il non senso del tutto che l’attraversa: una poesia che spacca se stessa, s’immola per dire che comunque c’era, c’è stata, forse ci sarà.

È una poesia disperata, senza esito, senza futuro, vive per se stessa, alla ricerca di se stessa, si arrampica sugli specchi a cercare se stessa, e quando si trova si dispera perché non voleva trovarsi.

Cercare fra immagini la traccia onirica che conduce ad una parvenza di senso, e quando lo trova lo riduce in frantumi.

Ma tante parole per dire cosa? C’è un cuore che batte dentro? Sarà in libera uscita ogni tanto? O è sempre coperto, infangato, nascosto? Liberate quel cuore!

Un sussulto, un guizzo: la banalità quotidiana è asfissiante. Cerco un oltre fra immagini che scaturiscono ad ogni impulso nella miniera  della mente. Cerco l’adesso gravoso e impetuoso;  e giungervi ad aprirlo, darlo immediato, nudo, pur talvolta ramingo  ma reale.

So di te, del tuo nutrire il verso col reale, di sguardi e incontri, dell’innocenza della tua ricerca, che la tua parola è vera, ne sono testimone.

C’è un verso dove, s’intuisce, cerca di uscire, ma è più forte di sé: chiudere subito che non entrino spifferi a disordinare quel caos.

È poesia del reale, non sfugge, non si tira indietro né va oltre, lo perfora, lo coglie nell’essenza, quella lacrima pure.

Ma c’è speranza, quel tanto almeno? Non si gira altrove nel cercarla, non le sfugge quando la incontra, anzi la bacia.

Da dove tante parole ed immagini? Susseguirsi di fiotti dell’animo; onirismo quel tanto, ma poi tutto il resto? Invenzione del presente immediato offerto a caro prezzo, anzi regalato del tutto, buttato in faccia a chi non vuol sentire: io comunque dico quel che ho da dire!

Intrecciare il reale col fantastico, in quel preciso istante, e vedere che ne esce: un beverone per animali al pascolo: puoi andare anche più in là e sognare.

La cultura è regina, il sapere le coordinate, le uscite e le entrate, ad ogni passo un segno di ciò ch’è stato e non torna se non richiamato in vita a risorgere.

“Il vento è indossato come un cappotto”, la trovata più astuta per non avere più freddo, finalmente al riparo.

Poi la rileggi, perché dicono di noi, s’intuisce, si coglie, ma alla rilettura cogli meno che la prima, allora ti dai per disperso e passi avanti.

Ti vorrei abbracciare ma non posso, non arrivo a domani per abbracciarvi tutti, ma intanto qualcosa te la dico: come puoi anche tu restare appeso nell’attimo che corre o divincolarti e giungere avanti: io te l’ho detto!

Qualcosa esce a furia di stringere, e non sarà domani, e neppure oggi, ieri pieno, di tanta nostalgia, e la rivolto in assenza che parla e sorprende ancora.

Mente fluente di pensieri irradiati sul foglio.

E rileggere quanto appena letto per non essermi perso qualcosa; poi rileggi la stessa parola e pensi che in essa te ne stai perdendo un’altra che in essa è racchiusa.

Luciano Provenzano

***

Il libro: https://musicaos.org/cadenze-per-la-fine-del-tempo-vittorino-curci-poesia-38/

#premiostregapoesia

Lettura e vibrazioni con Vittorino, Maglie (Le), Galleria Capece, 29/03/2023 : https://youtu.be/ik6teM36pNk

Foto: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=727053492498146&id=100055805047853 

Ortensio Seclì e “Lu Cuntu te lu monucu”

Ortensio Seclì narra di una storia antica raccontatagli da un monaco, riguardante un altro monaco chiamato Letterio

Cammei (2)

Lu cuntu te lu monucu”, il terzo racconto del libro  di Ortensio Seclì: “Cammei, Momenti di storia parabitana”,  ete ‘nu cuntu spassosu e intrigante. La radice dell’intrigo la si può cogliere considerando il 36° racconto dello stesso libro, intitolato “Aldo De Bernart e la Madonna della Coltura” che si conclude con l’annotazione del “rammarico” provato da Aldo De Bernart “per non poter riempire quel vuoto storico sulle ultime quattro lettere puntate T.O.K.A presenti sul retro del monolito [della Madonna della Coltura] delle quali padre Barrella aveva dato un’interpretazione poco convincente.”

Pur senza che l’autore sia citato,  lo studio di P. Barrella è reperibile al seguente link https://www.santuaritaliani.it/nel-salento-la-basilica-santuario-della-madonna-della-coltura-di-parabita-le/ , con anche le iscrizioni dell’ultima fila sul retro del Monolito della nostra Madonna, che vengono così interpretate:

T.  Tἦρησoν  BENEDICI
Θ.   Θεoυἦτηρ  O MADRE DI DIO
K.  Kυριαkἦν   DEL SIGNORE
Λ.   Λἁνραν   LA CASA

È questa l’interpretazione che Aldo De Bernart trova, per come Ortensio ci dice,  “poco convincente”, ma è da ritenere che avrà convinto poco anche lui  se egli stesso si prende cura di andare in cerca di chi possa raccontargli la storia sottesa ad esse, ed è un monaco il cui racconto parte da molto lontano, ed ha come riferimento un tale “Patre Letterio, un santo monaco amato e rispettato da tutti”  che era “a capu te li monici che vivevano nel monastero sulla collina di Parabita. (…) La sua vita ascetica era d’esempio ai confratelli che lo vollero a capo del loro monastero nominandolo igumeno  (Abate).”

Il periodo del quale si narra è di poco successivo a quello della “lotta iconoclastica che predicava la distruzione delle immagini sacre” e che aveva costretto molti monaci del vicino Oriente cristiano a cercare rifugio nel Salento per tenere viva la tradizione di quelle sacre immagini. Inizialmente questi monaci avevano “adottato grotte naturali a loro rifugio.  Inoltre, la particolare friabilità delle rocce permise loro di scavare rifugi simili a pozzi che furono chiamate laure e usati come dimore. Volendo aiutare le genti dei villaggi vicini, insegnavano loro a coltivare la terra, migliorando la produzione di cereali e dell’olio; aiutavano i poveri e gli orfani; assistevano i malati e insegnavano loro a curarsi con le piante medicinali facendoli partecipi delle loro proprietà medicamentose. In pace con le sparute popolazioni salentine, vissero per alcuni secoli  nelle nostre contrade illuminando le menti dei villici con lo studio della Sacra Scrittura.”

All’epoca del racconto: “Allu tiempu te lu cuntu era terminata la guerra iconoclastica e i monaci avevano abbandonato gli scomodi rifugi (…) e avevano costruito chiese e monasteri alla luce te lu sule, alcuni dei quali divennero veri centri culturali come quelli di San Nicola di Casole presso Otranto e di San Mauro nella serra di Gallipoli.

Sopraggiunse la morte di Padre Letterio che visse in concetto di santità e la sua morte fu pianta non soltanto dai monaci  ma anche dagli abitanti  dei villaggi vicini che avevano potuto apprezzare la sua bontà. Fu seppellito in un campo vicino al monastero e, dieci anni dopo, le sue ossa furono riesumate  e composte in un’urna che venne incastonata al centro di una mensa d’altare fabbricata apposta.  Su quelle ‘sante ossa’ i monaci, celebrando la messa, invocavano ogni volta il loro santu padre Letterio che li guidasse santamente nel loro apostolato.

Ma intanto: “ Ma … una nuova persecuzione dovettero subire li monaci bizantini (…)” I Normanni per conto del Papa si erano incaricati di riportare all’obbedienza da Roma le terre del Sud Italia che rispondevano ancora a Bisanzio. “Così furono creati i vescovi latini di Castro e di Alessano e furono soppressi i calogerati di Lecce e Nardò dove i monaci basiliani furono gradatamente sostituiti con i Benedettini per i quali fu creato il convento di Santa Maria de Nerito. Chi ebbe i danni maggiori fu Gallipoli che soffrì la spoliazione dei monasteri di San Mauro e San Pietro dei Samari. Fecero di tutto i Normanni per mortificare i monaci italo-greci perché sospettati di essere favorevoli all’impero bizantino, e dove fu possibile sostituirono le immagini di santi orientali con quelle dei santi latini.

Qui la svolta dinamica te lu cuntu te l’Ortensiu nosciu. Giacché i Normanni in queste nostre contrade erano soliti mettere in atto “vendette e ritorsioni”, i monaci bizantini preoccupati che “i vichinghi” potessero “distruggere il loro altare e le reliquie del loro Santu Patre Letterio subissero oltraggio“, decisero di mettere in salvo l’urna con le sue sante ossa “trasportando l’altare in luogo più sicuro dove poterlo nascondere in attesa di tempi migliori e per maggiore sicurezza affrescarono sulla superficie della mensa una bella Madonna. Erano infatti sicuri che i Normanni, se li avessero scoperti durante la fuga avrebbero rispettato l’immagine di Maria e di conseguenza non avrebbero arrecato oltraggio alle ossa del loro santo abate Letterio. Fu così che la mensa racchiudente le sante ossa divenne un pilastro riproducente una bellissima Madonna bizantina.

E lu cuntu si viene a concludere con un breve dialogo fra il monaco che racconta questa storia e il nostro Scrittore:

Patre Santu”, gli dissi alla fine del racconto “ma quista sembra ‘na storia vera! Po’ essere ca è successa taveru?”.

“Può essere”, disse serio. Poi guardando quattro nuvolette che coprivano il sole, aggiunse laconico: “ Ma la verità si nasconde dietro quattro lettere come sta facendo il sole in questo momento e tutto resterà per sempre ‘nu cuntu”.

Grazie Ortensio!


Cammei (1)
“Il cammeo è un gioiello antico che nasce da una conchiglia scolpita sapientemente e trasformata in ornamento (…) Per secoli i cammei sono stati prodotti per identificare il potere e l’appartenenza a una famiglia, ma anche per conservare ricordi importanti e simboli.” https://www.paginegialle.it/magazine/shopping/cammeo-cos-e-e-come-portarlo-con-stile-4174

“Cammei” è il titolo di un libro – praticamente introvabile – di Ortensio Seclì (“Cammei, Momenti di storia parabitana”, Ed. Il Laboratorio – Archivio Storico Parabitano, Parabita, 2020, con prefazione di Aldo D’Antico) che il Sindaco Stefano Prete presentava in un suo post due anni fa ( https://www.facebook.com/groups/parabita.insieme/posts/2789534481334934/ ), in cui fra l’altro faceva presente: “L’amministrazione comunale ha voluto stampare alcune copie della pubblicazione per omaggiare le coppie che si sposano in municipio e le personalità che, nel corso di momenti istituzionali, saranno ospiti della nostra città.” Quindi oltre quelle copie stampate dall’Amministrazione comunale, in commercio non ne sono reperibili altre. C’è da augurarsi che prima o poi qualche casa editrice scelga di pubblicarlo giacché merita. Onore all’autore! Il libro si confà di  38 narrazioni riferibili ad alcuni generi che si potrebbero individuare in ragione delle caratteristiche di ciascuna [fra parentesi quadre alcuni riferimenti temporali estrapolati dalle narrazioni]:

VICENDE STORICHE DI AMPIO SPETTRO

Dall’iconoclastia all’invenzione della Coltura;
I secoli bui di Parabita [1071 – 1300];
I del Balzo e la Madonna della Coltura [1300 – 1400];
Gli albanesi a Parabita [1400 – 1500];
Santi e Madonne a difesa delle mura [1500 – 1700];

LUOGHI CON RIFERIMENTI
Santa Marina, la santa del colorito;
Via Umberto Biancamano;
Il comune e le sue sedi storiche;
1747: lu puzzu ti cucuddrichi;

FATTI ED EVENTI
Processo criminale dei domenicani contro il vicario vescovile e i sacerdoti di Parabita [1619];
Controversia tra la terra di Parabita e il feudatario [1676];
1679 la terra di Parabita viene data in affitto;
Contrasti su una processione  [1707];
1750:protesta contro il vescovo di Nardò;
Note sul culto dei Parabitani verso San Rocco;
1836: una querelle per un patronato;
1852: per un ducato falso;
“La Comune” di Parabita  [1792 – 1866];
1864-1896: restaurare o ricostruire?;
Il santuario di Maria SS. della Coltura [1300 – ad oggi] ;
I deputati e la festa  [1890];
1936: inaugurazione dell’abside;
La Madonna della Coltura “pellegrina” [1949];
Una campanile … un incendio [1980]
1994: Un patronato unico una volta per tutte;
Un reperto storico salvato in extremis [1913];

STORIE E LEGGENDE;
Salute e turnisi;
Note sul culto dei parabitani verso S. Rocco;
La Positana – una Madonna importata a Parabita;
Come si evadeva il servizio militare [1795];

PERSONAGGI
Due cantori della Madonna della Coltura;
P. Serafino da Parabita e la sua famiglia  [1710];
Fra Domenico della Vergine della Coltura  [1829];
Felice Lillo e il Referendum Monarchia-Repubblica;
Aldo De Bernart e la Madonna della Coltura;
Don Toto Cataldi ‘u meticu t’a vatrana;
Cantò Parabita e la Madonna della Coltura;

STORIE IMMAGINIFICHE
L’uomo delle Veneri;
Lu cuntu te lu monucu.

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Mi riprometto, col permesso dell’autore,  di riportare, ogni tanto, in sintesi qualche “Cammeo” in questa pagina.