parità perché e come

Parità si dice in tanti: in ogni istituzione con una consigliera e comitati dedicati, e campagne di sensibilizzazione. Parità fra donna e uomo intanto, ma da ricercare è una parità globale fra eccessive diseguaglianze: fra colori di pelle, fra chi ha tanto e chi poco, fra prospettive di vita o quelle d’incertezza quotidiana. Continua a leggere

Attualizzare ricordi

Lecce, Ex Conservatorio S.Anna, Ficus Magnuloides

Lecce, Ex Conservatorio S.Anna, Ficus Magnuloides

Tre incontri di focalizzazione a Lecce ( –> ) sul tema “Il ricordare”: belli, interessanti nel complesso, ma con pochi partecipanti: 10, 13, 8 i presenti nei tre pomeriggi.
Rimane, questa, ancora una proposta di nicchia, ma occorrerebbe ravvederne un’urgenza sociale ormai indilazionabile da parte delle Pubbliche Amministrazioni. Come far fronte, sempre più per tanti, a gravose e pervasive difficoltà psicologiche? La comunicazione multimediale diventerà sempre più emergenza sociale, per una certa tendenza che anche utili reti informative possono al tempo stesso costituirsi come scafandri di isolamento sociale creando solo illusione di essere parte di quelle reti. La rete supporta lo sviluppo soggettivo, ma chi si affaccia ad essa è auspicabile che abbia sviluppato una capacità essenziale di interazione per governarla e gestirla. In caso contrario l’ammaliamento può risultare fatale: si è in contatto con tanti ma si rimane fondamentalmente soli.

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Di luce e ombra

Quel cogli l’attimo per trasformarlo in eternità, parte tutto da qui, dal saper_ poter_riuscire a cogliere, e offrirgli l’impulso, il senso – che dir si voglia – di attinenza e pregnanza, vicinanza all’esistere. Parte tutto da qui, in effetti, da quanto si è prossimi, intimi col flusso d’esistenza in sé o quanto si è alieni, estranei, distanti, inconsapevoli, passivi, ottenebrati, fuori.
Essere dentro è narrare, raccontare, far emergere, tirare fuori, portare dentro. Essere alieni è quanto sfugge, il non detto, guardare senza vedere, parlare senza dire, vivere senza accorgersi dell’attimo in corso, dell’opportunità di uno sguardo, una parola, una carezza.

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Foto: Redazione di spazi_di/versi - foglio di poesia; da sx: Roberto Cataldini, Luciano Provenzano, Antonio Errico, Elio Leo, Franca Capoti; Parabita (Le), 1984

leggere e scrivere ai tempi di internet

Foto: Redazione di spazi_di/versi - foglio di poesia; da sx: Roberto Cataldini, Luciano Provenzano, Antonio Errico, Elio Leo, Franca Capoti; Parabita (Le), 1984

Redazione di “Spazi di/versi – foglio di Poesia”, Parabita (Le), 1984; da sx: Roberto Cataldini, Luciano Provenzano, Antonio Errico, Elio Leo, Franca Capoti

«E soprattutto penso che scrivere sia un’esperienza meravigliosa, che deve essere un’esperienza per tutti (…) La lettura di mail, le storie sui social, la consultazione dei motori di ricerca ha esteso la lettura oltre ogni immaginazione». Roberto Cotroneo, intervista di Gloria Indennitate, La Gazzetta del Mezzogiorno, 7 agosto 2014

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con gioiosa consapevolezza

Dora Ciotta

Un foglio A/4 orizzontale piegato in tre ha costituito la lettera periodica di Famiglia Aperta che Dora Ciotta ha inviato per anni ai suoi amici e associati. Su quella di maggio-agosto ’14 pervenuta giorni addietro, lei scrive fra l’altro: << dopo quasi quarant’anni di vivace attività associativa in molte parti d’Italia, impegnata a tempo pieno, in prima persona per la ricerca educativa e la riflessione interdisciplinare, arrivata felicemente a 85 anni (…) con dolorosa consapevolezza decido di sciogliere giuridicamente l’associazione (costituita in Assisi con atto notarile il 18 sett. 1976)…>>

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